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ATTACCAMENTO: COME AMIAMO E PERCHÈ

(Articolo scritto per il QuotidianoOnline: PensallaSalute)

Ognuno di noi può aver constatato con la propria esperienza che non tutti esprimono l’amore nello stesso modo: c’è chi è sicuro dell’altro e vive serenamente la relazione di coppia, c’è chi è perennemente in ansia (controlla, è geloso, vuole avere il partner sempre vicino, lo chiama miliardi di volte al giorno) e c’è chi fugge (ci si vede qualche volta, ma attenzione che non si crei troppa intimità perché è assolutamente geloso dei suoi spazi e della sua indipendenza).

Queste dinamiche di coppia sono state studiate, e continuano a venir approfondite da diversi psicologi e le conoscenze a cui si è giunti sono davvero di grande interesse perché conoscere le origini dei diversi comportamenti e le caratteristiche peculiari ha permesso di capire quali possono essere i matching o “abbinamenti” più sani e positivi.

Una premessa fondamentale è considerare che questi modi di essere, che la psicologia suddivide in ATTACCAMENTI sicuro, ansioso ed evitante (gli ultimi due vengono raggruppati nel gruppo “insicuro”) derivano dal tipo di legame che si è creato con la mamma nel primissimo periodo di vita.

La relazione instaurata con la mamma pertanto può continuare a influenzare le scelte relazionali che la persona compie una volta diventata adulta, nelle scelte amorose. Questo modello iniziale derivante dalla prima e più importante relazione viene revisionato, aggiornato e modificato in base alle esperienze affettive che l’individuo vive nel corso della sua vita, dalle relazioni giovanili e adolescenziali fino alla relazione attuale  – ovviamente anche un percorso di crescita e psicoterapia personale influiscono su questo cambiamento – .

Perciò, quando ci si ritrova a dire “Perché li/le trovo tutti/e così!! Il mondo ce l’ha con me!”, si può iniziare a pensare che non si è sfortunati ma che si sta ricercando inconsciamente un tipo di modello di uomo/donna che combacia con quello che si è vissuto o, in alternativa, che si oppone in una posizione diametralmente opposta a ciò che si è sperimentato.

Scopriamo in quale di queste tipologie di attaccamento ti rivedi:

IL PRIMO PASSO

è prendere consapevolezza del proprio modo di legarsi alle persone. Non tutti lo sanno, ma il desiderio nasce SEMPRE dalla carenza.

  • MODELLO SICURO

Queste persone si aspettano sempre il meglio e non temono abbandoni. Amano l’intimità e la vicinanza ed al contempo esprimono chiaramente i propri bisogni rispondendo adeguatamente a quelli del partner. Sanno gestire conflitti ed emozioni. Sono autentici nel senso che non usano maschere e proiezioni, non hanno bisogno di far credere all’altro di essere quello che non sono. Sono capaci di perdonare e di prendersi cura dell’altro rispettandone le diversità.

  • MODELLO ANSIOSO

Sono ottimi “lettori della mente”, il più delle volte in maniera distorta (“Tu hai pensato che…”, “Tu l’hai fatto perché….”, “Tu credi che…” …). Soffocanti, possono arrivare ad esasperare l’altro e la preoccupazione verso il partner diventa spesso rabbiosa perché l’amore che loro credono di provare (amore “vero” e “autentico”) in realtà non è incondizionato (ovvero, “Ti amo a prescindere dai miei bisogni personali”) ma è profondamente legato al bisogno che loro hanno di ricevere altrettanto. Sono insistenti nel cercare il contatto. Reagiscono alle situazioni che non accettano chiudendosi, mostrandosi ostili, aumentando il controllo dell’altro ai massimi livelli. Vivono manipolando l’altro e sono gelosi e possessivi.

  • MODELLO EVITANTE

Esprimono enfasi sull’indipendenza. Sono mentalmente distanti, incoerenti. Basano la relazione su aspetti materiali e concreti dato che, non trovando sicurezza nei rapporti intimi, la proiettano sugli oggetti materiali. Può capitare che flirtino con altre donne o altri uomini precludendosi la possibilità di raggiungere un livello di intimità fondamentale per la costruzione di un sano e solido rapporto di coppia. Perennemente insoddisfatti e perfezionisti, vivono alla ricerca di una donna/di un uomo “perfetti” (spesso vivono con l’ex-fantasma, ricordandolo/ricordandola come storia d’amore della vita e senza ragionare sul fatto che se la storia è finita ci sono stati dei motivi…). Nonostante tutto questo, la persona con uno stile d’attaccamento principalmente evitante appare felice perché completamente inconsapevole di come stanno le cose, proteggendosi con le sue false credenze sul cosa è e come è lo stare-in-relazione.

Ci sono diversi gradi di attaccamento, quindi ognuno può rivedersi in uno stile senza corrispondere perfettamente a tutte le caratteristiche elencate.

SECONDO PASSO: CHE COPPIA SONO PORTATO A COSTRUIRE?

In base alle personali esperienze passate si potrebbe recuperare un arcobaleno di combinazioni diverse e, con uno sguardo a posteriori, rendersi conto che i propri partner hanno avuto sempre lo stesso stile.

LA COPPIA CON STILE DI ATTACCAMENTO SICURO – SICURO

E’ il prototipo della coppia “sana”: entrambi i partner esprimono apertamente il bisogno di contatto e di vicinanza mostrandosi accoglienti l’un l’altro; non fingono, non mettono maschere, c’è simmetria tra dare e ricevere.

LA COPPIA CON STILE DI ATTACCAMENTO INSICURO (che sia ansioso o evitante) – SICURO

Si dice che quest’accoppiata sia vincente perché l’individuo con un attaccamento sicuro permette all’insicuro di vivere un’esperienza “emozionalmente correttiva” in cui l’insicuro può crescere a livello relazionale, in libertà e indipendenza.

LA COPPIA CON STILE DI ATTACCAMENTO INSICURO – INSICURO

Molte coppie si ritrovano in questa categoria; mancano flessibilità e la reciprocità (spesso vivono rigide routine). I due partner possono stare insieme anche per tutta una vita ma il livello di soddisfazione di coppia è molto basso. Spesso questa coppia sta insieme perché i partner si incastrano dentro dinamiche che creano circoli viziosi in cui invece di promuovere il cambiamento delle relative tipologie di legame queste vengono esasperate ai massimi livelli.

LA COPPIA CON STILE DI ATTACCAMENTO ANSIOSO – ANSIOSO

Entrambi i partner richiedono esagerate attenzioni; ognuno è geloso dell’altro ed hanno un continuo bisogno di conferma della presenza dell’altro e dell’amore che l’altro prova. Oscillano tra intensa soddisfazione di coppia e la sensazione di essere respinti e ignorati. Il livello di conflitti e litigi è altissimo: ognuno vorrebbe essere al centro dell’attenzione dell’altro.

LA COPPIA CON STILE DI ATTACCAMENTO ANSIOSO – EVITANTE

Dura la vita di questa coppia: più l’ansioso cerca la vicinanza  dell’evitante, più l’evitante rivendica la propria autonomia e libertà. Il livello di incompatibilità è alle stelle: il partner ansioso è altamente insoddisfatto della relazione mentre il partner evitante ritiene che il solo problema sia il malcontento del partner ansioso. Questo tipo di coppia dura nella maggior parte dei casi se è la donna ad avere un attaccamento ansioso perché, si sa, la femmina è garante della relazione (a livello biologico è la femmina che tiene uniti i cuccioli e che ha innato il senso di cura e protezione); l’uomo ansioso invece ha poco da fare con una donna distanziante e che evita il contatto e l’intimità quando questi si fanno più seri e, per lei, “soffocanti”. Sono relazioni di perenne insoddisfazione.

LA COPPIA CON STILE DI ATTACCAMENTO EVITANTE – EVITANTE

Stanno “bene”: ognuno per gli affari propri, non invadono i reciproci spazi facendo loro il motto “Vivi e lascia vivere”. Spesso sono coppie “aperte”. Si dimostrano reciprocamente poche emozioni e preoccupazioni ma possono subire episodi di esplosioni di rabbia e risentimento verso l’altro senza un’apparente causa.

Un libro interessanti a riguardo è “Dimmi come ami e ti dirò chi sei!” e se vuoi sapere qualcosa su questo libro, leggi il mio articolo sugli “8 LIBRI PER LETTORI ALLE PRIME ARMI“.

© DR.SSA ILARIA CADORIN
Psicologa n°9570 Albo Psicologi del Veneto

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