IL REGALO DI NATALE PERFETTO!

Si sta avvicinando la notte “magica” e non sai se il regalo che hai pensato di fare al tuo bambino è “ok” per lui/lei, oppure no?

Ecco alcune piccole dritte!

IL DECALOGO DEL REGALO PERFETTO

Hai fatto a tuo figlio un regalo “perfetto” se:

  1. Non compensa i vuoti di tempo con lui che non riesci a colmare.
  2. Non compensa la tua incapacità di giocare con lui, per cui “tanto vale che giochi da solo”.
  3. Non è basato sui tuoi desideri ma suo SUOI (“Io alla sua età avrei tanto voluto…”).
  4. È adeguato alla sua età e alla sua fase della vita (NO tablet, cellulari, tecnologia alle elementari… non serve!!).
  5. Ti permette di stare più tempo con lui facendo qualcosa di bello… INSIEME!
  6. Lo aiuta a sviluppare la creatività. SÌ ai giochi dove occorre mettere le mani in pasta! Si ai giochi in cui si crea come braccialetti, saponi, cristalli, costruzioni!
  7. Lo aiuta a nutrire la sua curiosità. SÌ ai giochi di magia o sulle scoperte scientifiche!
  8. Lo aiuta a sviluppare la capacità di pazientare e di PENSARE. Nell’era tecnologica e orale del tutto-e-subito: SÌ a giochi dove si aspettano dei turni, si al Memory, sì a Scarabeo, sì al Paroliere!
  9. Lo aiuta a IMMAGINARE e FANTASTICARE: soldatini, animali, bambole con i quali creare storie… e non dimentichiamoci i libri!! Regalate ai vostri figli dei libri! E se “Lui non legge”? Forse nemmeno voi leggete… quindi: leggete tutti e due che fa bene all’anima (oltre che alla testa)!
  10. È un gioco che quando lo scarterà gli farà brillare gli occhi dall’emozione!

Se ti rendi conto di aver fatto un regalo abbastanza in linea con questo decalogo: BRAVA MAMMA e BRAVO PAPÀ!

© DR.SSA ILARIA CADORIN
Psicologa n°9570 Albo Psicologi del Veneto

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Dr.ssa Ilaria Cadorin Training Autogeno

ILARIA CADORIN

CARTONI PSICOLOGIA

I CARTONI E LA PSICOLOGIA

Come nelle fiabe, anche i cartoni animati possono essere presi in psicologia come materiale “didattico” (ad esempio “La mia vita da zucchina” e “Inside Out”).

Nei cartoni animati, infatti, l’aspetto psicologico diventa una possibile chiave di lettura di comportamenti e modi di fare o di essere anche “patologici”, ovvero che deviano dall’equilibrio.

Vediamone velocemente alcuni!

  • CENERENTOLA – D.O.C. – Disturbo Ossessivo Compulsivo

“Cenerentola” era il soprannome che le sorellastre le avevano attribuito perché stava sempre seduta vicino alla cenere del fuoco alla fine di una lunga giornata di lavoro. Nel cartone, Cenerentola è molto dedita alle pulizie della casa e questo ci fa pensare al Disturbo Ossessivo Compulsivo definito “washers and cleaners”, ovvero del lavaggio e della pulizia. Le persone che ne soffrono sono ossessionate dalla paura di contrarre malattie o essere infettate da germi, batteri, virus. Per eliminare ogni possibilità di contaminazione, queste persone mettono in atto uno o più rituali, come lavare se stessi (le mani o i denti in modo eccessivo, fare lunghe docce) oppure pulire la propria casa o gli oggetti di casa per molte ore.

Certo, nella “realtà” del cartone animato, Cenerentola fa le pulizie perché costretta dalla matrigna e non per passione e ossessione. Probabilmente Cenerentola era una persona con poca assertività, ovvero con una scarsa capacità di farsi rispettare e di far valere i propri bisogni. E di queste persone ne è pieno il mondo.

SEPARAZIONE

I FIGLI DURANTE LA SEPARAZIONE

Le separazioni non sono un problema, non più grande o più grave, almeno, di quanto possa costituire lo stare in un clima familiare doloroso e conflittuale.

Però è anche vero che i figli di genitori separati vivono sicuramente una sofferenza che tutti vorrebbero negare, ma che esiste, c’è e che bisogna accettare ed anche aiutare a far esprimere.

Nei casi di separazione, occorre sempre prestare reale attenzione a come i vostri piccoli possono vivere la situazione di separazione coniugale.

Per un bambino, infatti, non è mai “normale” quando la sua mamma e il suo papà “non si vogliono più bene”. I bambini nascono dall’Amore dei loro genitori e quando quell’amore finisce viene messo in discussione tutto, anche la loro esistenza (e da qui le domande: “E’ per me che non volete più stare insieme?”, “E’ colpa mia?”, “Ho sbagliato io?”).

ilaria cadorin

ATTACCAMENTO: COME AMIAMO E PERCHÈ

(Articolo scritto per il QuotidianoOnline: PensallaSalute)

Ognuno di noi può aver constatato con la propria esperienza che non tutti esprimono l’amore nello stesso modo: c’è chi è sicuro dell’altro e vive serenamente la relazione di coppia, c’è chi è perennemente in ansia (controlla, è geloso, vuole avere il partner sempre vicino, lo chiama miliardi di volte al giorno) e c’è chi fugge (ci si vede qualche volta, ma attenzione che non si crei troppa intimità perché è assolutamente geloso dei suoi spazi e della sua indipendenza).

Queste dinamiche di coppia sono state studiate, e continuano a venir approfondite da diversi psicologi e le conoscenze a cui si è giunti sono davvero di grande interesse perché conoscere le origini dei diversi comportamenti e le caratteristiche peculiari ha permesso di capire quali possono essere i matching o “abbinamenti” più sani e positivi.