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I CARTONI E LA PSICOLOGIA – 2

Dopo il successo dell’articolo “I CARTONI ANIMATI E LA PSICOLOGIA“, continuiamo a cavalcare l’onda scoprendo altri parallelismi tra i cartoni animati e la psicopatologia! In quell’articolo abbiamo visto da cosa erano affette la regina di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, e Alice stessa, il principe di Biancaneve, Pollon, la “Bella Addormentata nel Bosco”, il pesciolino Flounder del cartone “La Sirenetta” e infine Lady Oscar (anche se in quest’ultimo caso non si parla di patologia).

Sottolineo che con queste riflessioni non si vuole mettere al rogo i cartoni animati, con i quali tanti di noi, e io stessa, siamo cresciuti!

Non consideriamo quindi questi parallelismi troppo seriosamenteNon sono sicuramente “diagnosi” ma possono però aiutare, con simpatia, a rendere più chiare alcune situazioni psicologiche (gli elementi diagnostici sono tratti in maggioranza dal DSM-5, il Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali, ultima edizione).

Siamo pronti?

  • PETER PAN – Sindrome  di Peter Pan

UN PAPÀ SPARA E UCCIDE LE SUE FIGLIE

“Un papà spara e uccide le sue figlie”

Così risuona dentro. Ancora, ancora, ancora.

Per quanto eviti di ascoltare il telegiornale per non inquinarmi la mente… questa notizia mi è arrivata come una bomba.

Perché?

Perché succede questo?

Perché si arriva a tanto?

Un uomo che tenta di uccidere la moglie, già sconvolge, ma l’arrivare a uccidere i propri figli, questo no.

Questo è troppo.

Di fronte a tali notizie, cala un silenzio assordante che in tempo-zero si inonda di interrogativi disturbanti perché sono quelli della ricerca del Senso e del Significato, delle relazioni, della vita… di Tutto.

A quelle domande nessuno darà mai risposta e, di certo, per quanto io sia psicologa, non è mia intenzione fare diagnosi o letture psicoanalitiche del “profilo” di quest’uomo o analisi di questo gesto così crudele.

Non servirebbe a molto se non a razionalizzare ciò che è successo, cercando di incasellarlo dentro schemi di comprensibilità, e quindi di accettabilità, per rendere quell’evento meno pericoloso e spaventoso, più “innocuo”.

Le emozioni però continuano a macinare dentro.

Perché.

…perché…

Come può un papà uccidere le sue figlie.

Come può un uomo frantumare con un colpo di pistola la vita di chi ha contribuito a mettere al mondo.

In ognuno di noi si è smosso qualcosa che si è agganciato sia a vissuti personali, alla propria storia, sia ad un patrimonio di pensieri, emozioni, definizioni culturali, sociali, universali.

Come uscire da questo impasse, sempre se è possibile farlo?

Sì, perché di fronte a una bomba simile, non ci sono dei “tempi” predefiniti.

Certo, c’è chi non ci pensa. C’è chi sminuisce o generalizza quell’evento. C’è chi usa frasi fatte. C’è chi prega. C’è chi cerca risposte. C’è chi pone domande. C’è chi ne parla e chi invece preferisce il silenzio.

Ognuno, a modo suo, cerca la strategia più efficace o più conosciuta per superare lo sgomento del momento.

Io ci invito a fermarci. E sì, anche io con voi.

Fermarci a sentire le nostre emozioni, a contattare il nostro cuore, ad aprire quegli spazi di domanda affinché si trasformino in possibilità di introspezione e di evoluzione, di crescita, di miglioramento.

Per noi.

Per i nostri partner.

Per i nostri figli.

Per i nostri genitori.

Per chi ci sta intorno.

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© DR.SSA ILARIA CADORIN

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PREADOLESCENZA: CHE CONFUSIONE!

Come Psicologa dell’infanzia e dell’adolescenza, mi capita spesso di incontrare bambini e ragazzi, sia nell’ambito privato sia in quello dei contesti istituzionali, come ad esempio la Scuola, nella consulenza agli insegnati o nello Sportello di Ascolto con i ragazzi.

FASI DIVERSE, CARATTERISTICHE DIVERSE

Ogni età e ogni fase dello sviluppo è caratterizzata da conquiste, sfide, e difficoltà, che rendono quello specifico momento unico in assoluto. Non si può dire che l’infanzia è “meglio” o “peggio” della preadolescenti o dell’adolescenza perché ogni momento è speciale e va visto nella sua integrità e ricchezza.

Qui vediamo insieme cosa è la PREADOLESCENZA, che siate genitori, insegnanti, figure di riferimento per i giovani di quest’età o che voi lettori siate i ragazzi curiosi, protagonisti di questo articolo.

Se dovessimo definire un’età specifica con cui far coincidere la preadolescenza, la risposta sarebbe “dipende”, ma generalmente il range che la definisce è quello dei 9-12 anni, ovvero tra la 4^-5^ Primaria e i tre anni della Scuola Secondaria di I° grado.