IL GUSTO DELLA VITA

LA VITA E’ UNA FIGATA

Non guardo mai la televisione ma, stranamente, l’altro giorno l’ho accesa sedendomi sul divano e sono capitata involontariamente nel programma di Bebe Vio “La vita è una figata!”.

In questo programma Bebe accoglie persone comuni e personaggi noti che condividono la loro storia e la loro vita, con in sottofondo lo slogan “La vita è una figata!”.

Chi sia Beatrice Vio non credo si debba precisare ma, per chi non lo sapesse, è una ragazza di 20 anni, schermitrice italiana, campionessa paralimpica e mondiale che a 11 anni, a causa di una meningite fulminante, le vennero amputati avambracci e gambe. Bebe è diventata famosa per l’atteggiamento vincente verso la vita e per un entusiasmo fuori dal comune.

Nel programma “La vita è una figata!” ad un certo punto prende parola Alex Zanardi, altro grande uomo, per raccontare la storia di Paolo. È proprio per questa che ho deciso di scrivere ora e condividere anche con voi un grandissimo insegnamento.

Storie per riflettere: I LIMITI MENTALI

A volte le esperienze della vita, come i dolori, i traumi, le fatiche, le separazioni, ci fanno rimanere appesi al nostro ramo, immobili, impauriti nel fare qualsiasi mossa.

Noi crediamo che i nostri blocchi siano reali, oggettivi, e invece sono solo mentali.

Finché… succede qualcosa che ci costringe a superare quei blocchi, quella situazione e noi ci rendiamo conto di avere una forza e delle risorse incredibili!

Le storie celano spesso profondi significati.

Dr.ssa Ilaria Cadorin

 

Leggi l’articolo “BLOCCHI MENTALI O BLOCCHI OGGETTIVI?” per scoprire qualcosa in più!

DR.SSA ILARIA CADORIN
Psicologa n°9570 Albo Psicologi del Veneto
Contatto e-mail: cadorin.ilaria@gmail.com
FACEBOOK: Dr.ssa Ilaria Cadorin Training Autogeno
INSTAGRAM: ilariacadorinpsicologa
LINKEDIN: Ilaria Cadorin
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scarpe

CAMBIA PROSPETTIVA!

La prospettiva con cui guardiamo il mondo può davvero cambiarci la vita?

Quando lavoravo nell’ambito della formazione come commerciale, era diffusissima e conosciuta da tutti la storia dei due venditori di scarpe.

Ve la racconto…

«Un imprenditore di calzature, il Commendator Rossi, aveva una fabbrica che produceva un numero considerevole di scarpe, soddisfacendo il bisogno del territorio in cui operava. Il Commendator Rossi era una persona ambiziosa, con grandi mire, perciò pensò di ampliare il suo mercato in altri Stati. Così decise di inviare in Africa due fra i più esperti addetti alle vendite, per sondare il terreno, esplorare e conoscere il potenziale di mercato e comprendere le possibili opportunità di business.