convinzioni limitanti

CONVINZIONI LIMITANTI

Le credenze, o convinzioni, come i nostri valori e criteri, sono una componente chiave della nostra struttura mentale.

Attraverso queste, ognuno di noi dà specifici significati alla realtà circostante, disegnandosi una sorta di mappa di come è il mondo.

Le convinzioni sono molto pericolose perché forniscono la “certezza” di una realtà ed è difficilissimo cambiare la struttura di qualcosa quando è diventato per noi “convinzione”.

ILARIA CADORIN

L’IMPORTANZA DEL LITIGIO

Serve litigare?

Serve discutere, confrontarsi e a volte forse anche scontrasi?

Sì. Il litigio è importante ed è qualcosa di naturale, considerando che due partner, per quanto possano essere simili, sono due esseri unici, l’uno diverso dall’altro, in continua evoluzione e trasformazione.

Attenzione alle situazioni in cui il litigio non c’è mai!

Lo scontro a volte può essere necessario per “riassettare” il sistema, per permettere ai partner di organizzarsi in un nuovo equilibrio e, lo sappiamo bene, non c’è mai cambiamento senza il passaggio per una CRISI, piccola o grande che sia.
A volte può durare dieci minuti, un’ora, un giorno… a volte un mese, un anno, forse di più.

Ma la coppia che resiste a quello scontro, a quel conflitto, tornando ad abbracciarsi, sarà molto più forte di una coppia che fa qualsiasi cosa per evitare il conflitto, con la paura, inconscia o consapevole, di smuovere qualcosa “che è meglio se rimane così”, nonostante porti insofferenza, insoddisfazione e infelicità.

IL REGALO DI NATALE PERFETTO!

Si sta avvicinando la notte “magica” e non sai se il regalo che hai pensato di fare al tuo bambino è “ok” per lui/lei, oppure no?

Ecco alcune piccole dritte!

IL DECALOGO DEL REGALO PERFETTO

Hai fatto a tuo figlio un regalo “perfetto” se:

  1. Non compensa i vuoti di tempo con lui che non riesci a colmare.
  2. Non compensa la tua incapacità di giocare con lui, per cui “tanto vale che giochi da solo”.
  3. Non è basato sui tuoi desideri ma suo SUOI (“Io alla sua età avrei tanto voluto…”).
  4. È adeguato alla sua età e alla sua fase della vita (NO tablet, cellulari, tecnologia alle elementari… non serve!!).
  5. Ti permette di stare più tempo con lui facendo qualcosa di bello… INSIEME!
  6. Lo aiuta a sviluppare la creatività. SÌ ai giochi dove occorre mettere le mani in pasta! Si ai giochi in cui si crea come braccialetti, saponi, cristalli, costruzioni!
  7. Lo aiuta a nutrire la sua curiosità. SÌ ai giochi di magia o sulle scoperte scientifiche!
  8. Lo aiuta a sviluppare la capacità di pazientare e di PENSARE. Nell’era tecnologica e orale del tutto-e-subito: SÌ a giochi dove si aspettano dei turni, si al Memory, sì a Scarabeo, sì al Paroliere!
  9. Lo aiuta a IMMAGINARE e FANTASTICARE: soldatini, animali, bambole con i quali creare storie… e non dimentichiamoci i libri!! Regalate ai vostri figli dei libri! E se “Lui non legge”? Forse nemmeno voi leggete… quindi: leggete tutti e due che fa bene all’anima (oltre che alla testa)!
  10. È un gioco che quando lo scarterà gli farà brillare gli occhi dall’emozione!

Se ti rendi conto di aver fatto un regalo abbastanza in linea con questo decalogo: BRAVA MAMMA e BRAVO PAPÀ!

© DR.SSA ILARIA CADORIN
Psicologa n°9570 Albo Psicologi del Veneto

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Dr.ssa Ilaria Cadorin Training Autogeno

ILARIA CADORIN

SEPARAZIONE

I FIGLI DURANTE LA SEPARAZIONE

Le separazioni non sono un problema, non più grande o più grave, almeno, di quanto possa costituire lo stare in un clima familiare doloroso e conflittuale.

Però è anche vero che i figli di genitori separati vivono sicuramente una sofferenza che tutti vorrebbero negare, ma che esiste, c’è e che bisogna accettare ed anche aiutare a far esprimere.

Nei casi di separazione, occorre sempre prestare reale attenzione a come i vostri piccoli possono vivere la situazione di separazione coniugale.

Per un bambino, infatti, non è mai “normale” quando la sua mamma e il suo papà “non si vogliono più bene”. I bambini nascono dall’Amore dei loro genitori e quando quell’amore finisce viene messo in discussione tutto, anche la loro esistenza (e da qui le domande: “E’ per me che non volete più stare insieme?”, “E’ colpa mia?”, “Ho sbagliato io?”).