L’IMPORTANZA DEL COMING OUT

coming outPedro Almodóvar, Giorgio Armani, Miguel Bosé, Marlon Brando, Patricia Cornwell, Michael Cunningham, Tom Daley, Cameron Diaz, Rupert Everett, Tiziano Ferro, Jodie Foster, Samantha Fox, Leo Gullotta, Ricky Martin, George Michael, Mika, Ian McKellen, Gianna Nannini, Martina Navratilova, Andrea Occhipinti, Ferzan Özpetek, Walter Siti, Gianni Vattimo, Jeanette Winterson, Franco Zeffirelli, Kevin Spacey.
Tutti questi sono solo alcuni dei nomi di personaggi dello spettacolo o sportivi che hanno nel tempo dichiarato la loro omosessualità o bisessualità.
Ma finché si tratti di questi “personaggi”, la cosa non ci tocca. Si immagina che per loro sia facile, sia quasi “di moda”. La crisi è quando, a doversi rivelare, è una persona “qualunque” di un piccolo paese, con la sua vita normale, la sua famiglia normale, le sue amicizie normali (“normalità” in contrapposizione a come possiamo vedere il “red carpet“).

coming outIn questo articolo non voglio entrare in merito alla spiegazione del perché e del per come dell’omosessualità.

Certo è che il gene-gay non esiste o, almeno, non è ancora stato scoperto. Però, partendo dal presupposto che non c’è ancora totale chiarezza in merito, il pericolo di entrare in tematiche del genere è di scontrarsi con ideologie, chiusure, stereotipi, pregiudizi o prese di posizioni, per un lato o per l’altro lato, che rischierebbero di stimolare una guerra virtuale.