ti basti tu

PERCHÈ HO SCRITTO UN LIBRO?

Bisogna sempre essere prudenti con i libri e con ciò che contengono,

perché le parole hanno il potere di cambiarci

Cassandra Clare

A metà luglio ho pubblicato il mio libro “TI BASTI TU. Guida per auto-rilassarsi con il Training Autogeno“, un manuale pratico sulla tecnica di rilassamento che ormai insegno da anni.

Da quando ho condiviso la pubblicazione sui vari social, come Facebook e Instagram, in moltissimi mi avete chiesto incuriositi cosa mi avesse fatto scegliere di scrivere un libro.

La mia risposta rilancia un’altra domanda, più generica: perché si scrive un libro?

Ciò a cui si pensa di primo acchito è “per lasciare un segno” e “per dire la propria” in merito a una questione specifica.

Ho chiesto anche a chi mi segue in Instagram, quali sono a loro avviso le possibili motivazioni e alcune, tra le decine e decine di risposte arrivate, sono state: per donare qualcosa di noi (ilgattononce), per conoscere meglio se stessi, per racchiudervi una parte di noi (valenassimentina), per dare voce all’anima, alla vocina che vuol venire fuori da te (Giusy), “perché qualcuno risponda” (Michele). C’è chi ha anche pensato che si scriva un libro perché si comprende meglio una certa realtà solo condividendola (Marco).

Un libro è pur sempre un lascito e non si fa solo per se stessi ma anche (e soprattutto, almeno nel mio caso), per aiutare gli altri.

stress

LO STRESS CHE FA BENE

Lo STRESS non sempre è negativo!
In psicologia, si distinguono due diversi “tipi di stress”:

– EUSTRESS, o stress “buono”

Con questo termine si fa riferimento a quel tipo di sana tensione che ci aiuta ad affrontare e superare le varie sfide che la vita ci propone e si sviluppa quando l’esperienza è voluta e ci dà la sensazione di dominare l’ambiente.
Alcuni esempi: la preparazione di un esame in due giorni o avere a che fare con una mole di lavoro che riguarda però qualcosa che ci gratifica! Una volta terminato il compito e giunti a conclusione del momento “positivamente stressante” ci sentiamo più soddisfatti e con un più alto grado di autostima.

– DISTRESS, o stress “cattivo”

attacco di panico

UNA LETTURA DELL’ATTACCO DI PANICO

Dopo aver letto l’articolo “COME RICONOSCERE UN ATTACCO DI PANICO” possiamo cercare di capire. secondo l’ottica cognitivo-comportamentale, cos’è che scatena un attacco di panico.

Cominciamo con il precisare che chi soffre di attacchi di panico vive una particolare attitudine, chiamata anxiety sensitivity.

Questa attitudine interna porta a:

  •  considerare l’ansia pericolosa per la propria salute fisica e mentale
  • temere tutti i segnali fisici di attivazione neurovegetativa (come la tachicardia o il respiro corto).
attacco di panico

COME RICONOSCERERE UN ATTACCO DI PANICO

“Dottoressa, non so se quello che ho avuto è stato un attacco di panico. Mi può aiutare lei?”

Spesso chi vive per la prima volta un attacco di panico lo confonde con una crisi a livello fisico, e non psicologico e corre quindi in Pronto Soccorso. Una volta lì, e di fronte agli esiti negativi dei vari esami, i medici affermano: “Era un attacco di panico”.

Vediamo quindi come riconoscere un attacco di panico, secondo il DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali).

ansia

Stop all’ansia con il Training Autogeno!

Fai questo! Fai quello!
Corri di qua! Corri di là!
Ricordati di mandare quell’e-mail!
Ricordati di chiamare quella persona!
Trova il tempo per fare questo, quello e quest’altro ancora!
Ti è mai capitato di trovarti ad essere talmente immerso nel tran tran della quotidianità da non riuscire ad avere un minuto di pausa…?

Parlo di PAUSA mentale , di riuscire a spegnere l’interruttore ritrovando calma e centratura.

Gli stati di ansia e stress sono così forti, a volte, da prendere il sopravvento su di noi. E’ difficile, oggi, ricavarsi momenti in cui ricontattare se stessi e il proprio corpo ma proprio questa sta diventando un’esigenza di giorno in giorno sempre più forte.