LIBRI PER RACCONTARE LA SEPARAZIONE AI FIGLI

La separazione dei genitori, oggi, è un fatto estremamente comune. In confronto ad una volta, si desidera e si pretende avere affianco un/una partner con tutta una serie di caratteristiche in linea con se stessi: rispetto, condivisione, comprensione, sostegno, ascolto, stima ecc. In passato, queste caratteristiche non erano necessariamente richieste perché c’era meno sensibilità su questi temi, per cui si stava insieme “per la vita”, senza aver tante esigenze emotivo-relazionali.
Ora, però, c’è una facilità e velocità eccessiva nello sciogliere il legame che ha tenuto insieme la coppia, tanto di più se da quella coppia non sono nati dei figli.

Quando ci sono i figli invece, spesso le cose cambiano. Per molti, i figli sono il motivo che fa ritardare una separazione, considerando che a volte è davvero meglio separarsi con i bimbi piccoli piuttosto che farli crescere in un ambiente di coppia e familiare saturo di rancori e malesseri.

bruxismo

BRUXISMO: QUANDO LA TENSIONE MENTALE SI SFOGA SUI DENTI

Se hai aperto questo articolo è molto probabile che il tema letto sul titolo ti riguardi direttamente o indirettamente, forse perché soffri o hai sofferto di bruxismo o perché ne soffre qualcuno che conosci.

È anche vero che questo termine è ormai conosciuto dalla maggior parte delle persone, probabilmente per la grande percentuale di soggetti a cui è stato “diagnosticato”.

Qualora invece tu non ne sapessi niente e la parola “bruxismo” fosse per te nuova, e proprio per questo ha attirato la tua attenzione, vediamo insieme di scoprire cos’è il bruxismo e come mai ne sto scrivendo io nel ruolo di psicologa.

ikigai

IKIGAI: TROVA IL SENSO DELLA TUA VITA

Spesso in studio da me arrivano persone, più o meno giovani, nella più totale confusione esistenziale e, una volta sedute, mi dicono:

Dottoressa, non so nemmeno da dove cominciare. La mia vita non ha senso e forse non l’ha mai avuto. Devo trovarlo altrimenti vivere così è un’agonia“.

Così come ho il ricordo nitido delle parole di un amico che odiava il suo lavoro ritenendolo una vera e propria croce. Mi diceva: “Quando mi sveglio al mattino per andare a lavorare il primo pensiero è “Che-palle”… e quando la sera mi stendo a letto con l’idea che il giorno dopo dovrò riaffrontare quello schifo di ambiente il giorno seguente, il pensiero è nuovamente “Che-palle“.

Come si fa a vivere – bene – a queste condizioni?

Così ho pensato alla mappa dell'”ikigai” di cui stranamente, fino a questo momento, non avevo mai scritto.

temptation island psicologia

LA PSICOLOGIA DI TEMPTATION ISLAND

Perché un articolo sul programma televisivo Temptation Island? Ne avrai sicuramente sentito parlare, o lo stai guardando, ed è uno fra i programmi più seguiti dell’estate (con un altissima percentuale di share) e di cui sento parlare moltissimo le teenagers!

A parte un interrogativo sulla veridicità delle storie, facciamo qui delle macro-considerazioni su alcune dinamiche psicologiche che emergono da questo tipo di esperienza.

Se non lo sai, Temptation Island è un reality show che mette sullo schermo le avventure di sei coppie che decidono di dividersi per tre settimane, per capire quanto il loro amore è forte, quanto è frutto di abitudine, quanto è vero e autentico, quanto è in grado di reggere agli uragani (anche ormonali) a cui si può andare incontro nella vita. Per 21 giorni, quindi, i partner stanno lontani fra loro, trascorrendo quel periodo in un villaggio, le donne in quello “delle fidanzate” e gli uomini in quello “dei fidanzati” dove, a far loro compagnia, ci sono 13 single “tentatori” e “tentatrici”, che alloggiano proprio poco distante da loro e con i/le quali i fidanzati/le fidanzate possono parlare in qualsiasi momento.

Le telecamere sono ovunque, inutile specificarlo, anche se qualcuno ha fin da subito provato a giocare a nascondino.

ti basti tu

PERCHÈ HO SCRITTO UN LIBRO?

Bisogna sempre essere prudenti con i libri e con ciò che contengono,

perché le parole hanno il potere di cambiarci

Cassandra Clare

A metà luglio ho pubblicato il mio libro “TI BASTI TU. Guida per auto-rilassarsi con il Training Autogeno“, un manuale pratico sulla tecnica di rilassamento che ormai insegno da anni.

Da quando ho condiviso la pubblicazione sui vari social, come Facebook e Instagram, in moltissimi mi avete chiesto incuriositi cosa mi avesse fatto scegliere di scrivere un libro.

La mia risposta rilancia un’altra domanda, più generica: perché si scrive un libro?

Ciò a cui si pensa di primo acchito è “per lasciare un segno” e “per dire la propria” in merito a una questione specifica.

Ho chiesto anche a chi mi segue in Instagram, quali sono a loro avviso le possibili motivazioni e alcune, tra le decine e decine di risposte arrivate, sono state: per donare qualcosa di noi (ilgattononce), per conoscere meglio se stessi, per racchiudervi una parte di noi (valenassimentina), per dare voce all’anima, alla vocina che vuol venire fuori da te (Giusy), “perché qualcuno risponda” (Michele). C’è chi ha anche pensato che si scriva un libro perché si comprende meglio una certa realtà solo condividendola (Marco).

Un libro è pur sempre un lascito e non si fa solo per se stessi ma anche (e soprattutto, almeno nel mio caso), per aiutare gli altri.