RICONOSCI UN BRAVO PSICOLOGO?

Dopo l’ennesimo messaggio privato in cui mi è stato domandato “Come riconoscere un bravo psicologo?“, ho deciso di scrivere questo post.

Partiamo da un presupposto: fare lo psicologo è una professione assunta da persone, da esseri umani, e noi sappiamo che le persone sono diverse. Come in tutte le professioni, ci possono essere le mele marce ma anche quelle sane e gustose! Che si tratti dell’idraulico, dell’estetista, del chirurgo, dello psicologo ed, ebbene sì, anche del sacerdote. E’ fondamentale quindi avere una linea guida mentale per aiutarci a riconoscere un bravo psicologo.

Io in primis non vi dirò mai che “uno psicologo vale l’altro“, così come un chirurgo non vale l’altro o un’estetista non vale l’altra.

psicologo4Certo, non conosco tutti i chirurghi, gli idraulici, le estetiste e i sacerdoti della zona e nemmeno gli psicologi. In provincia di Treviso siamo in 1370 (dato preso pochi minuti fa dal sito del CNOP – Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi) e nella mia città, dove ho lo studio principale (Montebelluna, una cittadina di 31 mila abitanti), siamo “solo” in 50. CINQUANTA psicologi.

Veniamo al dunque, come riconoscere un bravo psicologo?

  1. CHIEDERE A CHI E’ NEL SETTORE

    Se conosco persone nel settore psicologico, di cui ho fiducia, chiedo innanzitutto a loro di indirizzarmi a qualcuno (così come fate voi chiedendo a me). E’ importante chiedere a chi di competenza perché probabilmente ne sa e capisce più di me e di conseguenza sa consigliarmi “meglio”.

  2. NO FAMILIARI E AMICI

    NON vado dallo psicologo che ha seguito mia madre, mio padre, mio fratello, mio moroso, mio figlio, la mia migliore amica. NO! NO NO E ANCORA NO! Se lo psicologo si propone di seguire un vostro stretto familiare (a meno che non sia ai fini di un approccio sistemico dove venite visti anche congiuntamente), state certi che non sta operando nella deontologia ed etica professionale. Inoltre lo psicologo che vi segue e che pagate, non può essere un vostro amico o una persona che conoscete e con la quale condividete la vostra vita*.

  3. VERIFICARE SE E’ UN VERO-PSICOLOGO O UN FINTO-FUFFA-PSICOLOGO

    Riconoscere un bravo psicologo non è semplice. Se non conosco nessuno che possa indirizzarmi, ma ho sentito parlare di “qualcuno” che potrebbe aiutarmi, verifico che questa persona sia realmente uno psicologo e non un “finto-fuffa-psicologo”.

    Come scoprirlo? Semplicemente andando nel sito del CNOP e scrivendo nome e cognome della persona sull’Albo Unico Nazionale degli Psicologi.
    Chi cercate non è inserito? O ha superato l’Esame di Stato “l’altro ieri” oppure, più probabile, non è psicologo. Lasciate stare. “Perché?” mi domanderete voi. E qui dovrei scrivere un altro articolo, ma per farla breve: lo psicologo studia 5 anni (lo psicoterapeuta ulteriori 4) + 1 anno di tirocinio post lauream pre Esame di Stato che abiliti alla professione e diversi tirocini in ULSS, ASL e contesti pubblici. Per la maggior parte degli psicoterapeuti è OBBLIGATORIO un percorso di psicoterapia su di sé in quanto è fondamentale, in questo lavoro, conoscere a fondo prima di tutto se stessi! Ci sono percorsi “olistici” che portano qualsiasi persona a lavorare con le fragilità, sofferenze e difficoltà altrui senza un’adeguata e riconosciuta formazione. A questi corsi può accedere chiunque e di conseguenza qualsiasi persona può all’oggi improvvisarsi “finto-psicologo”.

    ATTENZIONE! Ce ne saranno anche di bravi, non lo escludo. Però, per farvi capire il concetto con una metafora: se devo farmi operare, tra un chirurgo che fa il suo lavoro riconosciuto dallo Stato e un “finto-chirurgo”, scelgo di affidarmi al chirurgo “vero”. Il rischio di “farmi male” non è escluso al 100% (ritornate al punto 1: siamo persone) ma molto probabilmente si sarà comunque notevolmente ridotto!

  4. NON E’ UN AMICO

    Lo psicologo non fa e non è l’amicone della situazione! I 45 o 60 minuti di colloquio non sono una chiacchiera fra amici. Lo psicologo non racconta della sua vita, non si rivela, non vi dice i suoi problemi.

  5. I CONSIGLI LASCIAMOLI A “CLIO MAKE-UP”

    Un bravo psicologo non vi dà i “consigli” da giornalino estivo e non offre soluzioni “da banco”. Il bravo psicologo vi ascolta con attenzione, comprende ciò che voi state raccontando, come vi sentite, cosa c’è sotto al vostro malessere e vi accompagna nel trovare la Vostra soluzione, non ve ne dà una “standardizzata”. La soluzione l’avete voi, lui vi fà da faro aiutandovi a vedere meglio e di più la vostra strada.

  6. NON SI SVENDE

    Fare lo psicologo è molto impegnativo e, quando fatto con serietà, richiede un investimento di tempo ed economico che va oltre la seduta. Il bravo psicologo lavora per voi anche oltre i vostri 45-60 minuti di colloquio. La sua formazione, le supervisioni, le riflessioni nel suo studio su di voi, la vostra storia, ciò che vivete, le vostre dinamiche. Noi psicologi VI TENIAMO NELLA MENTE. E voi lo sentite: sentite quando lo psicologo a voi ci tiene, ci tiene al vostro bene, alla vostra salute, lavora per e con voi per raggiungere l’obiettivo che avete definito insieme.

  7. POSSIEDE QUALITA’ SPECIFICHE

    Potete percepire durante la seduta le qualità fondamentali che ogni bravo psicologo dovrebbe possedere:
    – vi sentite accolti nel rivelargli le vostre fragilità e difficoltà oppure vi sentite giudicati e criticati?
    – vi sentite compresi oppure avete la sensazione che lui non sia “sintonizzato” con voi?
    – sentite che lui è interessato genuinamente e autenticamente a voi?
    – vi sentite ascoltati oppure vi pare di essere di fronte ad un conferenziere che “sa tutto lui” e non vi lascia parlare per più di 5 minuti?
    – avete la sensazione di potergli dire tutto, consapevoli che per etica e deontologia, tutto ciò che voi dite rimarrà dentro quella stanza?
    – avete la sensazione che sia serio, capace… vi “ispira” fiducia?

  8. PUNTO DELLA SITUAZIONE
    Considerando che la magia non esiste e che il cambiamento (soprattutto di dinamiche e meccanismi profondi) è lento e graduale…
    – come vi sentite dopo la seduta?
    – come vi sentite durante la settimana?
    – avete la sensazione che state “lavorando”?
    – risuonano in voi parole dette in seduta?
    – nel vostro agire quotidiano, vi rendete conto che riaffiorano tematiche affrontate?
    E, con il passare del tempo, sentite che state divenendo più consapevoli di voi? Che state facendo e prendendo delle scelte che probabilmente tempo prima non avreste preso? Che iniziate a percepire un senso di maggior benessere?

…BENE! Se siete in una situazione che rispecchia nella maggior parte questi punti, probabilmente siete caduti in piedi!

Avete trovato un “bravo psicologo”!psicologo3

Dobbiamo sempre ricordarci che quando si parla di “andare dallo psicologo” si tratta sempre di una RELAZIONE TERAPEUTICA. E c’è “relazione” quando ci sono due persone.

Il protagonista non è quindi lo psicologo ma è la “relazione psicologo-paziente” che è costruita, creata, nutrita da entrambe le parti. Il bravo psicologo non è un mago e se il paziente non è disposto a mettersi in gioco, ad aprirsi e rivelarsi autenticamente, a tirarsi su le maniche e a “lavorare” per il proprio benessere, non si andrà da nessuna parte…. per quanto lo psicologo sia bravo.

Buon percorso!

DR.SSA ILARIA CADORIN
Psicologa n°9570 Albo Psicologi del Veneto
Contatto e-mail: cadorin.ilaria@gmail.com
Pagina Facebook: Dr.ssa Ilaria Cadorin Training Autogeno
Profilo LinkedIn: Ilaria Cadorin

*Art. 28 del CODICE DEONTOLOGICO degli Psicologi Italiani

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