LIBRI PER RACCONTARE LA SEPARAZIONE AI FIGLI

La separazione dei genitori, oggi, è un fatto estremamente comune. In confronto ad una volta, si desidera e si pretende avere affianco un/una partner con tutta una serie di caratteristiche in linea con se stessi: rispetto, condivisione, comprensione, sostegno, ascolto, stima ecc. In passato, queste caratteristiche non erano necessariamente richieste perché c’era meno sensibilità su questi temi, per cui si stava insieme “per la vita”, senza aver tante esigenze emotivo-relazionali.
Ora, però, c’è una facilità e velocità eccessiva nello sciogliere il legame che ha tenuto insieme la coppia, tanto di più se da quella coppia non sono nati dei figli.

Quando ci sono i figli invece, spesso le cose cambiano. Per molti, i figli sono il motivo che fa ritardare una separazione, considerando che a volte è davvero meglio separarsi con i bimbi piccoli piuttosto che farli crescere in un ambiente di coppia e familiare saturo di rancori e malesseri.

papà

VADEMECUM DEL BUON PADRE

La figura del “padre” ha assunto, a seconda del tempo e della cultura, caratteristiche diverse e a volte anche contrapposte. A rendere diversa la figura del padre è però il padre stesso con il suo carattere, la sua indole, i suoi comportamenti, il suo bagaglio passato.

AD OGNUNO IL SUO PAPÀ

Il padre-padrone, giustificato nel passato, il padre dal carattere duro e rude, che quando arrivava a casa doveva trovar il cibo pronto sul tavolo, il papà che puniva il figlio dopo che la mamma gli aveva raccontato cos’era successo durante il giorno per cui il terrore del “Dopo lo dico al papà!” accompagna i bambini fino a sera… Quel padre non era comunque la-regola.

Ci sono papà che, anche in passato, erano più miti delle mamme, giocavano con i figli, insegnavano ai figli attività nuove, erano buoni ascoltatori e confidenti, così come ci sono stati, e ci sono tuttora, papà assenti (mentalmente, perché sempre con la testa sul lavoro, o fisicamente, con i due weekend al mese pattuiti nella separazione), papà silenziosi, non coinvolti, quasi schiavi del potere della moglie-matrona.

Insomma, ognuno ha avuto un proprio papà ed è su quell’immagine ed esperienza che si è costruito il concetto personale di “papà”, riprodotto o re-inventato quando si diventa genitori e si assume concretamente il ruolo di padre.